Affreschi della Basilica

Cari amici di Cuggiono e Castelletto,

            Dio, che ci non solo ci ha creati, ma che ci mantiene nell’esistenza giorno dopo giorno, ci ha donato il mondo, quale spazio dove poter vivere e ci ha donato il tempo, perché lo spendessimo per servire, riverire e lodare Lui, ben sapendo che chi serve il Signore di conseguenza  ama anche il prossimo ed poi ogni creatura animata ed inanimata.

            Ma per la caduta del genere umano, dovuto all’uso malvagio della libertà, e del peccato originale, che si trasmette ad ogni uomo e donna, Dio ci ha teso la mano, diventando uomo come noi, proprio in questo nostro mondo ed in questo tempo, affrontando la sua dolorosa passione per i nostri peccati, la terribile morte di croce per liberarci dalla morte e risorgendo nella gloria perché potessimo essere viventi secondo lo Spirito santo e non morti secondo il peccato. Gesù è la nostra resurrezione e la nostra vita: nella santa Pasqua riviviamo l’incontro col risorto, che è radice dell’esistenza della Chiesa e certezza della vita eternamente beata nel Regno di Dio.

            Quest’anno la Pasqua è sempre incontro col Risorto, anche se reso difficile dalla pandemia e dove qualche rimpianto e tristezza può trovare giustamente un facile appiglio, pensando alla situazione presente, pensando a chi ha perso la vita per il virus, pensando alle difficili condizioni materiali nelle quali ci dibattiamo. Tra le tante immagini di questi giorni  penso in particolare alla solitudine di chi ha vissuto la malattia e di chi addirittura è morto, senza la vicinanza di una persona amata, senza un conforto spirituale,senza i sacramenti che comunicano la grazia della resurrezione; penso all’angoscia dei parenti e degli amici che non potevano essere accanto ai propri cari, neppure per l’ultimo saluto. E’ la solitudine di Cristo nella passione e sulla Croce! E’ la solitudine della Vergine Maria, di san Giovanni, degli amici del Signore che assistono “distanziati” a tutti gli eventi della passione..

            Ma anche attraverso la sua solitudine e la sua immensa sofferenza Gesù condivide la nostra vita ed il nostro dolore: con la sua resurrezione nello spazio e nel tempo egli è eternamente vicino ad ogni essere umano, è con noi fino alla fine della storia: ce ne rendiamo veramente conto quando lo accogliamo. E dice a ciascuno personalmente: “Io sono la Resurrezione e la Vita!”; e si manifesta risorto attraverso la Chiesa nei secoli.

            Cos’è allora la Pasqua del Signore in tempo di pandemia? Pasqua diventa più che mai il giorno nel quale dobbiamo aprire gli occhi, riconoscere il senso misterioso e grande della nostra esistenza, rimetterci in cammino facendo buon uso della nostra libertà, per continuare l’opera del servizio alla vita ed al bene a cui il Signore ci chiama; nei prossimi giorni e nei prossimi mesi ci attenderà un grande lavoro di ricostruzione materiale e sociale, che dovrà avere soprattutto un’anima spirituale e di recupero di tutto ciò che è vero valore ed appartiene alla nostra umanità, pensata da Dio Padre in Cristo. Abbiamo bisogno della Pasqua del Signore più che mai! E il mondo ha più che mai bisogno i cristiani coraggiosi e in gamba, dei testimoni della Resurrezione di Gesù!

            Cristo Signore è risorto! Alleluia!!

            Veramente il Signore è risorto! Alleluia!!

Don Angelo